la lotta agli occhiali neri è appena cominciata…

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– Carletto, ti vedo un pò pensieroso e imbronciato…sarà forse perchè sta arrivando l’autunno?

– No mamma! Non sono mica un cazzo di bambino meteoropatico!

– Carletto!! Non essere così scurrile con la mamma! E allora cosa ti rende così cupo?

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– Carletto, cosa hai? Ti vedo pensieroso…

– No ecco…vedi è che sono un pò stufo…

– Non mi dirai che sei ancora stufo di andare in fabbrica?

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– Carletto, senti nell’aria la primavera che si avvicina? la mamma è felice e ti vuole fare un bel regalo…

– Che bello mamma! E perchè mi vuoi fare un regalo?

– Perchè sei proprio un bravo bambino! Perchè te lo meriti! E quindi sai cosa ti dico?

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Dio come sono triste!

E’ Natale e sto andando in fabbrica per il turno pomeridiano!

E in più manco l’ombra dei regali che ho chiesto a Babbo Natale nella mia composta e pacata letterina!

Uh Carletto, che inutile scoramento percepisco dalle tue parole…e quali regali avevi chiesto a Babbo Natale?

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Sai mamma, ho deciso di usare i miei venti minuti di pausa pranzo per fare una veloce passeggiata nel bosco vicino alla fabbrica…mi serve per decomprimermi un po’, sai… i ritmi infernali della produzione!

Bravo Carletto, bravo…

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Mamma mamma, giochiamo che ti faccio un indovinello?

Va bene Carletto…sentiamo!

Indovina indovinello…cosa fanno oggi tutti i bambini di bello?

Uhmmm…non lo so Carletto, cosa fanno?

Vanno a scuola! Mamma…Vanno a scuola…

Oh Carletto, anche la mamma ha un da farti un indovinello…lo vuoi sentire?

Certo Mamma…

Scusa Carletto, non ho sentito?

Certo Mamma!!

Indovina indovinello…cosa fa oggi Carletto di bello?

Uhm…Va in fabbrica a lavorare?

Scusa Carletto, la Mamma non ha sentito!!

Va in fabbrica a lavorare??

Bravo Carletto!!

Hai indovinato!! Vedi che sei intelligente!! Vedi che sai un sacco di cose!! Vedi che non hai bisogno di andare a scuola…


Mamma, ecco vedi, volevo dirti che io sono molto contento di contribuire con il mio lavoro in fabbrica a questa straordinaria epoca che è la rivoluzione industriale…

Bravo Carletto, sono contenta di sentirti parlare in questo modo!

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Mamma non credi che io abbia bisogno di fare un pò di sport?

Certo Carletto, non puoi passare tutto il tempo dentro ad una fabbrica…

Brava mamma, finalmente inizi a capire il mio dramma! e a cosa avevi pensato, mamma?

Ti ho iscritto ad un corso di nuoto in piscina!

Ma mamma, io sono debole di vescica, rischio di pisciare in piscina…me lo vedo già che vengo avvolto dalla macchia della vergogna!!

Ma Carletto! son tutte stupidate! e tu che ci credi ancora…non esiste la macchia della vergogna, è una leggenda popolare…

Ma allora mamma se faccio pipì in piscina, non succede niente?

Carletto, certo che succede qualcosa…nella piscina in cui ti ho iscritto hanno installato un dispositivo collegato direttamente col capo reparto in fabbrica… se pisci in piscina ti tocca il doppio turno festivo in fabbrica!


Mamma mamma, io da grande mi voglio sposare. Voglio conoscere una principessa, corteggiarla e farla innamorare di me e poi le chiederò di sposarmi. Le farò trovare nel piatto delle bruschette a forma di cuore…

Sarebbe bello Carletto, sarebbe proprio bello, figlio mio.

Perchè dici “sarebbe“, mamma?

Carletto, il tuo matrimonio è già stato combinato…

Ma come, mamma?

Si, Carletto. Abbiamo combinato con la famiglia Bradford…tu sposerai la piccola Elisabeth!

Maccheppalle mamma! Ma è una racchia quella lì!

Carletto, non usare queste parole, sai che la mamma ci tiene alla forma…cerca di essere più adeguato!

Mamma, ma io sono Carletto della rivoluzione industriale, mica sono una bambina pakistana a cui combinare il matrimonio!

Carletto, lo so, però papà ha tanti debiti, cosa ci vuoi fare…ti abbiamo dovuto sacrificare…tanto un sacrificio in più cosa sarà mai per te!

Ma che cazzo di sfiga!!!

Carletto!!! Ancora con queste parole!!! Sai che mamma non le sopporta!!! Non le può tollerare!!!

E poi, caro Carletto guarda l’aspetto positivo della faccenda. Non dovendo corteggiare nessuna ragazzina, potrai mettere da parte un sacco di soldi e potrai comprarti un sacco di biglie…non sei contento?

Contento un cazzo…ci giochi tu a biglie tutta la vita…

Cosa hai detto Carletto??

Ho detto…che bello un sacco di biglie per tutta la vita….

Bravo Carletto, vedi che hai capito…sei proprio un caro bambino….


Mamma, torniamo a casa, oggi non voglio andare a lavorare!

Eddai Carletto, non fare storie!

Ma io voglio stare a casa a giocare a biglie!

Ma le biglie ce le hai nel cervello…Carletto!

Carletto tu devi dare il tuo contributo al progresso…grazie al tuo lavoro e al tuo sforzo chi verrà dopo di te avrà un futuro migliore… Futuro e progresso caro il mio Carletto!

Ma non me ne frega un cazzo del futuro e del progresso…

Carletto!!!

E’ inammissibile che un bambino piccolo come te usi un linguaggio del genere…staserà dirò a papà di toglierti le biglie per una settimana!

Mamma, ieri in fabbrica ho avuto un’idea geniale!

Cosa hai fatto, Carletto?

Ho messo una bacheca nella sala mensa…

E a cosa servirebbe questa bacheca…Carletto?

Beh, ognuno ci può mettere sopra dei bigliettini, ci può scrivere quello che pensa, può mandare dei messaggi agli altri lavoratori…può mettere delle foto…può commentare i messaggi dei colleghi…

??? Carletto, ma perché uno dovrebbe esporre in pubblico le cose che fa?

Ma si mamma, fare community, condividere, restare in connessione…

??? E come è andata Carletto?

Hanno buttato la bacheca nel fuoco per scaldarsi… perché faceva troppo freddo in fabbrica…