Succede a un certo punto che ti sposi e hai un figlio.

Non sei certo il primo e non sarai neanche l’ultimo a cui è successa una cosa del genere, eppure ti sembra di essere l’unico uomo al mondo alle prese con questa faccenda.

Succede che ovviamente saluti la tua vita da supergiovane al cazzeggio ed entri in una

  1. gioiosa

  2. piacevole

  3. noiosa

  4. asfissiante

  5. faccio una strage

routine che avvolge quello che una volta era il tuo tempo libero.

Già, il tuo tempo libero…che adesso per forza di cosa spendi tra

  1. pannolini

  2. mattoncini di lego

  3. piatti da lavare (cazzo, ma perchè i piatti di plastica dei bambini sono così difficili da lavare che l’unto non viene via neanche se stai mezz’ora a sfregare manco fossi Cenerentola!)

  4. dosi massiccie di Masha e Orso, Pimpa e Peppa Pig

  5. sesso veloce spesso interrotto perchè nel mentre dell’intrallazzo un oggetto urta il tuo sedere e ti accorgi che nel letto c’è il peluche dei Teletubbies che sta fissando te e tua moglie mentre trombate e ovviamente vi passa la poesia e tempo un minuto vi ritrovate ognuno nella sua metà del letto in assetto settimana enigmistica in mano.

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Poi con

  1. la gioia nel cuore

  2. un processo condiviso, ragionato e pianificato

  3. i piatti che volano per casa

arrivi a comprendere con tua moglie che è importante che ognuno abbia i propri spazi e quindi arriva il momento che riprendi ad organizzare le belle serate fuori con i tuoi amici.

Che nel frattempo sono

  1. ancora single

  2. tornati single

  3. non sono single ma vivono come se lo fossero

  4. scopano come trivelle.

Tranne te!

Perchè tu appartieni alla rarissima specie delle persone monogame e fedeli.

Roba che se incontri Piero Angela per strada ti accalappia e finisci dentro ad una puntata di Quark in diretta a reti unificate dal titolo “ECCO UN BABBO DI MINCHIA”.

“Ciao, io esco! Non torno tardi.”

Finalmente una bella serata con gli amici. A raccontarsi come va ‘sta vitaccia. Tasso alcolico sostenuto.

Tutti parlano.

Tu stai zitto.

Tutti hanno incredibili avventure da raccontare.

Tu no.

Senti un lieve disagio e ti senti vagamente fuori posto. Poi pensi che l’alternativa sarebbe una serata con il gruppo di auto aiuto dell’anonima pannolini e allora capisci che sei contento di essere lì con loro.

Non ti resta che ascoltare le loro avventure.

Sono avventure in cui il copione è più o meno sempre lo stesso.

Donne colpite dall’incurabile sindrome della crocerossina corrono in aiuto di uomini alle prese con un complesso edipico ancora irrisolto aggravato nella maggior parte dei casi dal morbo di Peter Pan.

In queste avventure i Peter Pan con l’Edipo irrisolto e le crocerossine

  1. trombano

  2. scappano

  3. ritrombano

  4. whatsappano come disperati

  5. si dicono addio con frase copiate da fotoromanzi di serie b e ricominciano col punto 1, modello gioco dell’oca.

Raccontano che fanno tutto questo perchè sono alla ricerca di una normale felicità. Di una relazione stabile e rassicurante.

Che sarebbe quella che hai tu.

Cazzo!

Loro vogliono quello che hai tu!

  1. una persona che ti ama al tuo fianco (sempre quella)

  2. un bimbo felice che caga come un cacciabombardiere giapponese

  3. una serata sotto il plaid a vedere un vecchio film in bianco e nero

  4. una montagna di piatti da lavare

  5. sentirsi dei babbi di minchia

I tuoi amici combinano tutti questi casini per poter essere un giorno quelli che non hanno nulla da raccontare.

Per sentirsi proprio come adesso ti senti tu!

La serata volge al termine e ognuno ha preso il suo spazio per raccontare in che razza di delirio si è cacciato.

Hai degli amici che ti vogliono bene e sanno che adesso è finalmente arrivato il tuo momento.

Ma a te bastano 70 secondi. Tu non hai un cazzo da raccontare.

Il copione prevede che

  1. racconti un divertente aneddoto su tuo figlio

  2. fai vedere l’ultima foto sua che hai nel telefonino

  3. raccogli i loro complimenti

E invece con l’espressione più seria e convinta che hai, manco fossi un attore professionista dici

  1. “Da un paio di mesi ho una relazione segreta con una suora di 50 anni in crisi col Signore… Oh…50 anni…ma vi giuro che li porta da dio…”

Giusto un attimo! Giusto uno scherzetto per sparigliare le carte in tavola. Poi cominci a ridere e la tua risata trascina le loro…

A quel punto puoi tranquillamente procedere dando loro ciò che si aspettano e quindi per 70 secondi esatti li intrattieni con aneddoto, foto e complimenti.

La serata finisce, ci si saluta e ognuno va per la sua strada.

Cammini da solo sul marciapiede ripensando alla serata appena trascorsa e proprio non riesci a capire se ti stai

  1. perdendo una vita da trivella

  2. risparmiando un sacco di fatica e sbattimenti

Finalmente arrivi a casa. Apri la porta come fossi un ladro perchè non vuoi svegliare nessuno.

L’istinto ti porta dritto immediatamente dentro la cameretta di tuo figlio. Sta dormendo con i pugnetti alzati come un piccolo Goldrake. Resti a fissarlo rapito per qualche minuto e ti convinci senza ombra di dubbio che

  1. ti stai risparmiando un sacco di fatica e sbattimenti.

Chiudi la sua porta, passi in bagno e ti infili nel letto.

Sarà per l’alcol in corpo, sarà per i discorsi che hai sentito, ti avvicini con fare birichino a tua moglie…e cazzo col piede urti il pupazzo a pile dei Teletubbies che si mette a cantare la sigla dei cartoni animati…

Allora sconsolato spegni immediatamente quel fottuto pupazzo prima che svegli tutto il condominio, spegni la luce e ti giri sconsolato dall’altra parte convinto più che mai che

  1. ti stai perdendo una vita da trivella!

provate voi a trombare con lui nel letto

 

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