Se penso a qualcosa che non cambia mai, che resta immobile nel tempo che scorre, penso a questa stufa elettrica che giace imperitura nel cortile di un edificio comunale della sempre cara Milania.

stufa elettrica

Avendo letto di una recente pioggia di meteoriti nella regione russa degli Urali (vedete che giocare a Risiko serve per imparare la geografia), ma non avendo mai letto di piogge di stufe elettriche a Milania, deduco che ad un certo punto qualcuno ha portato la stufa su quella sorta di pianerottolo che collega le due parti dell’edificio e l’ha lasciata lì!

Ciò che non deduco, ma so invece con certezza, perchè ancora la memoria mi sorregge egregiamente, è che vado periodicamente in questo edificio dal mese di maggio dell’anno 2009.

La stufa elettrica era già lì, esattamente dove e come la vedete riprodotta in questa foto che sembra un quadro astratto o ancor più una provocatoria installazione di Cattelan.

stufa elettrica

Sono quindi passati almeno 4 anni e 2 mesi.

Almeno 4 inverni, 4 estati, 4 primavere, 4 autunni.

Almeno 1520 giorni, giorno più, giorno meno.

Sarebbe bello poter schiacciare rewind e tornare al momento esatto della scena in cui si vede un uomo (ma potrebbe essere stata anche una donna) uscire sul pianerottolo e abbandonare la stufa elettrica, con la spina staccata.

Aveva in testa di lasciarla lì solamente pochi minuti, ma poi son passati 4 anni?

Da quanto tempo era lì prima di maggio 2009?

Quanto tempo starà ancora lì?

Chi la sposterà materialmente?

Chi deciderà che quella stufa deve essere finalmente spostata?

Dove la metteranno?

Sorrido mentre penso alle facce delle persone che lavorano in quel posto e che erano lì con me l’altro giorno, quando ho chiesto se potevo fare una foto…

“A cosa scusa?”

“A quella stufa abbandonata!”

Dalle loro espressioni ho capito che per loro la stufa è diventata parte integrante del loro paesaggio interiore, che quasi non la notano più perchè oramai fa parte di loro stessi.

Ho scattato la foto e mi è sembrato di sentire la splendida voce di Ornella Vanoni cantare “sapessi come è strano spostare una stufa a Milano…

Chissà, forse d’inverno quando ci sono quei giorni che fa freddo freddo, la stufa si accende lo stesso e pian piano comincia a scaldarsi e a riscaldare il vuoto che la circonda.

Ma nessuno se ne accorge, perchè nessuno le si è mai più avvicinato per spiegarle perchè giace lì oramai da così tanto tempo…

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