Spero che la foto che vedete qui sotto sia sufficientemente chiara.

Siamo nella nostra cara Milania, proprio davanti alla Stazione Centrale.

Piazza Duca d’Aosta nel lato che poi prosegue e diventa via Vitruvio, in prossimità di uno agli accessi alla metropolitana.

E’ una via di grosso passaggio pedonale, dove ai molti passanti e ai molti viaggiatori si mischiano ciondoloni vari, ladruncoli, senza dimora, insomma il tipico disagio assortito che si raduna intorno alle stazioni di qualunque grande città.

D’inverno con l’arrivo del freddo queste due grate che in tutto faranno un 6 metri quadrati diventavano parecchio ambite, perchè l’aria calda proveniente dai sottostanti cunicoli della metropolitana dava enorme sollievo ai barboni radunati nella zona.

Alla nostra cara ex sindaca Letizia Moratti questa cosa non stava bene, a lei nobile aristocratica risultava indigesto che un pò di aria calda gratuita potesse mitigare le pene di chi vive per strada.

Si insomma la cosa non era chic, siamo comunque vicini al salotto buono della città e quindi bisognava intervenire con decisione…ci si doveva sedere intorno a un tavolo e prendere provvedimenti sostanziali, strategie mirate a lungo termine…

Ok è deciso! Mettiamo una tempesta di cavalletti gialli sulle griglie! E mi raccomando, che siano tantissimi, prima che qualche fottuto barbone contorsionista riesca comunque a stendersi e a schiacciarsi un pisolino. Io quei bastardi li conosco bene…son più snodabili delle ginnaste cinesi di dodici anni!!”

E allora guardiamo nuovamente la foto.

A me questa foto piace un sacco!

Mi rapisce perchè ci trovo accanimento, lucida e gelida follia, ma anche il banale dispetto che un bambino può fare ad un altro bambino.

Mi trasmette un che di sadico, un che di matto, un’installazione di un’artista in preda ad una incontrollabile trance creativa.

Se fosse dentro ad un museo di arte contemporanea probabilmente si intitolerebbe “grata con cavalletti gialli“, oppure avrebbe un titolo del tutto astratto tipo…”labirinto urbano del nulla

Davanti alla foto provo e riprovo a contare con esattezza il numero dei cavalletti gialli, ma non ci riesco. Piuttosto ogni cavalletto più lo guardo e più mi sembra una pugnalata!

Avete presente quando leggete sul giornale “l’assassino si è accanito sul corpo della vittima con un numero impressionante di pugnalate”?

Beh, qui è stata pugnalata la pietà! E’ stata pugnalata la carità! E’ stata pugnalata la mano tesa verso gli ultimi.

Adesso però di questa specie di installazione di crudeltà contemporana bisognerebbe decidere cosa fare!

A differenza del dito medio di Cattelan che tanto scalpore fece e alla fine è stato sistemato a tempo indeterminato in piazza Affari, questa griglia con cavalletti gialli non è una provocatoria installazione concettuale ma un lucido e misero provvedimento politico.

Dato che dobbiamo dare atto che per l’emergenza freddo e l’accoglienza dei senza dimora l’attuale sindaco e i suoi assessori si stanno sbattendo parecchio, sarebbe proprio un peccato che passasse ancora tanto tempo senza che qualcuno si decidesse a togliere quei cavalletti gialli.

Sai, caro Pisapia, qualcuno potrebbe poi cominciare a farsi l’idea che tutto sommato questa griglia piaccia anche a te così com’è…

Allora ti faccio una proposta: recinta queste due griglie con il numero imprecisato di cavalletti e falle diventare un museo.

Il primo e unico museo mondiale alla coglionaggine!!!

Ingresso 3 euro!

E i soldi raccolti ovviamente  li destini ai progetti di sostegno ai senza fissa dimora!

Vuoi mettere la soddisfazione di sostenere il tuo welfare locale con la coglionaggine di chi ti ha preceduto?

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